
Modesto della Porta (1885-1938), di Guardiagrele, è uno dei principali poeti dialettali abruzzesi. Questa sua famosa poesia affronta in tono leggero il tema del destino e della sua incombenza, che molto premeva al poeta, che sapeva pero' sciogliere i suoi timori nell'ironia del racconto. Recita Elia Iezzi. Modesto della Porta (1885 - 1938), was born in Guardiagrele and is one of the main dialect poets of Abruzzi. In this famous poem, he lightly addresses the issue of fate. Modesto della Porta (1885 - 1938), né à Guardiagrele, est l'un des majeures poètes en dialecte des Abruzzes. Dans ce poème célèbre, il aborde ironiquement la question du destin . IL DESTINO E' successo da poco, l'altra mattina. Davanti alla chiesa dell'Addolorata un vecchio che suonava il pianino diceva: "Avvicinatevi, non vi vergognate! Avete dispiaceri? Avete spine? Saprete l'avvenire e il passato. Due soldi, e il pappagallo ammaestrato vi troverà la cartella del destino". Che! Il destino? E mi tornò in mente di quando mia nonna certe sere parlava del destino: "E' come il vento, -diceva- non si vede e soffia, dà strattoni, t'uccide, t'accarezza, è un mistero!" Ora, per due soldi e chi non se lo compra? M'avvicinai. Quel vecchierello aprì lo sportellino: "Avanti amore! -disse- uscite fuori, Rosinella, prendetemi il destino del signore". Il pappagallo uscì dallo sportello, fece tre o quattro salti lì di fuori; ma mentre aveva nel becco la cartella, uscì il gatto di Zia Cassiodora, l'afferrò per la gola <b>...</b>
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