
www.ilfattoquotidiano.it Un cartello giallo lungo la strada avverte: pericolo, rallentare, centro assistenza immigrati. A settanta chilometri dalla città di Potenza, c'è Palazzo San Gervasio, cinquemila abitanti e una distesa infinita di campi di pomodori. E' qui il Centro di Identificazione ed Espulsione più isolato d'Italia. Una struttura venuta su nel giro di poche settimane, su un terreno sequestrato anni fa ad un boss della Sacra Corona Unita. Lungo il perimetro dell'area, un muro di cemento alto tre metri impedisce di guardare all'interno. Da lontano riusciamo a scorgere una gabbia interna, con reti alte oltre cinque metri. Dietro le sbarre, alcuni giovani agitano le braccia per attirare la nostra attenzione. Una delegazione di parlamentari ha visitato l'altro ieri la struttura. Ai cronisti e agli operatori tv è stato impedito di riprendere all'interno l'incontro con gli immigrati. Alla fine del sopralluogo la deputata del Pd, Rosa Calipari, sintetizza ai mocrofoni de ilfattoquotidiano.it in una parola la situazione: "E 'disumano". La richiesta è una sola: "Chiudete quel centro prima che scoppi la rivolta". Beppe Giulietti, deputato del gruppo Misto e portavoce di Articolo21, lo descrive come "un supercarcere al di fuori di goni regola". Il governatore della regione Basilicata, Vito De Filippo, fa sapere che aprirà un'indagine per capire chi abbia dato l'ordine di costruire il centro e perché la Regione non sia stata avvisata. De Filippo, dopo i reclami di alcuni <b>...</b>
Cie
Potenza
immigrati
beppe
giulietti
pd
rosa
calipari
clandestini
rifugiati
tunisia
basilicata
centro
libia