
(Da La genesi de La fabbrica illuminata, in: Luigi Nono, La fabbrica illuminata, edizione critica a cura di Luca Cossettini, Ricordi ©, Milano, 2010, pp. VI-VII). La fabbrica illuminata è una composizione per voce e nastro magnetico a quattro piste su testi di Giuliano Scabia e un frammento di Due poesie a T. di Cesare Pavese. Composta nel 1964 per il concerto inaugurale del premio Italia, e dedicata agli operai della Italsider di Genova-Cornigliano, non fu in quell'occasione eseguita, perché censurata dalla direzione della RAI a causa dei testi fortemente politicizzati e ritenuti offensivi nei confronti del Governo. La prima esecuzione pubblica ebbe luogo a Venezia il 15 settembre 1964 al XXVII Festival internazionale di musica contemporanea -- La Biennale, interprete la mezzosoprano Carla Henius e Nono alla regia del suono. L'opera fu commissionata dalla RAI a Nono mentre questi stava lavorando con Scabia a Un diario italiano di cui La fabbrica illuminata avrebbe dovuto costituire un episodio. Il progetto originale, poi abbandonato, muoveva dall'idea di un teatro musicale impegnato politicamente e socialmente e ispirato alle avanguardie sovietiche (ad autori come Vsevolod Emil'evic Mejerchol'd, ad esempio), nonché al teatro politico di Erwin Piscator. Un diario italiano avrebbe dovuto quindi costituire la seconda "azione scenica" di Nono, dopo Intolleranza '60 (1961). Nel maggio del 1964 Nono si recò con Scabia e Marino Zuccheri, tecnico dello Studio di Fonologia della <b>...</b>
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