Migranti

Giovani italiani e immigrati raccontano la loro esperienza di amicizia e condivisione. Oltre ogni frontiera.
Migranti; Integrazione; Amicizia; Comitato San Giovanni Rotondo; Immigrazione

Giovani italiani e immigrati raccontano la loro esperienza di amicizia e condivisione. Oltre ogni frontiera.
Migranti; Integrazione; Amicizia; Comitato San Giovanni Rotondo; Immigrazione

Dal primo marzo on the move contro le fabbriche della precarietà. Andiamo avanti. Il primo marzo 2010 e 2011 abbiamo dimostrato che lo sciopero contro la Bossi-Fini è una lotta generale, contro lo sfruttamento e la precarietà. A Bologna e nel resto d'Italia in tante e tanti hanno scioperato insieme contro le divisioni e il silenzio che il razzismo istituzionale impone ai migranti e contro il ricatto del contratto di soggiorno per lavoro. Queste lotte ci hanno insegnato che ogni tentativo di considerare i problemi dei migranti come questione separata dalla condizione generale replica il razzismo istituzionale e rende tutti più deboli, perché la precarietà dei migranti è ciò su cui si è fatto leva per precarizzare tutti gli altri. Lo diciamo chiaro a tutti coloro che rivendicano nuovi diritti: senza la lotta contro il razzismo istituzionale non ci possono essere nuovi diritti ma solo nuove gerarchie. Andiamo avanti, e dopo il primo marzo saremo ancora protagonisti insieme ai lavoratori e alle lavoratrici italiane. Prenderemo nuovamente parola per e con i nostri figli, nati o cresciuti in Italia, che hanno come unico orizzonte per il futuro la legge Bossi-Fini: una volta compiuti 18 anni devono andare via dall'Italia se non trovano un lavoro entro sei mesi, o rischiano la detenzione in un CIE: siamo stanchi di chi parla di cittadinanza pensando solo alle condizioni alle quali concederla! Sappiamo che la cittadinanza senza condizioni possiamo prendercela solo lottando contro <b>...</b>
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Da ieri 2 navi ormeggiate al Porto di Palermo trattengono i migranti, molti tunisini, provenienti da Lampedusa. Cominciati i primi trasferimenti oggi a piccoli gruppi verso l'aeroporto e poi presumibilmente la Tunisia. Diverse associazioni e movimenti denunciano l'illegalità del trattenimento sulle navi. Difficile per giornalisti e filmmaker avere notizie e fare riprese. Il governo è alla frutta e sceglie la nave Moby, quella dei cartoni animati, per "allietare la permanenza ai migranti". Ribellione e proteste già da stamattina. Il porto è blindato.
Migranti Palermo Porto di Palermo deportazioni verso la Tunisia

Intervista realizzata a Palermo durante la visita della delegazione delle famiglie dei tunisini immigrati in Europa, di cui si sono perse le tracce. L'appello dei familiari e maggiori informazioni sul sito www.storiemigranti.it Interview réalisée à Palerme des membres de la délégation de parents de migrants tunisiens portés disparus entre la Tunisie et l'Italie. Pour lire et signer l'appel des parents et en savoir plus : www.storiemigranti.it

Ancora caos nell'isola di Lampedusa, dopo l'incendio doloso che martedì ha distrutto il Centro di prima accoglienza. La tensione è salita alle stelle nella zona portuale e all'interno dello stadio comunale, dove erano sistemati gli immigrati in attesa di essere rimpatriati. Nella notte ci sono stati infatti i primi trasferimenti di migranti da Lampedusa con l'imbarco di circa 200 tunisini su due aerei militari, ma oltre un migliaio di migranti hanno trascorso la notte all'addiaccio all'interno dello stadio comunale. Cariche e sassaiole - La protesta di alcune centinaia di tunisini, probabilmente per via del rimpatrio, è degenerata dando vita a una guerriglia urbana. Alcuni migranti si sono impossessati di tre bombole di gas all'interno del vicino ristorante "Delfino blu" minacciando di farle esplodere. A questo punto le forze dell'ordine, in assetto anti sommossa, hanno caricato i manifestanti. Molti di loro si sono gettati da un muro per fuggire alle cariche. Gli scontri hanno coinvolto anche alcuni abitanti dell'isola, che hanno dato vita a una fitta sassaiola nei confronti degli immigrati, che hanno risposto lanciando a loro volta pietre e suppellettili. Diversi feriti negli scontri - Sarebbero una decina le persone rimaste ferite negli scontri e che sono state medicate nel Poliambulatorio dell'isola. Tra loro vi sarebbero tre agenti di polizia, un carabiniere e diversi migranti che presentano escoriazioni e contusioni. Uno di loro, in uno stato di semicoma, è stato <b>...</b>
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Memorie Migranti (1° parte) La tematica dell'immigrazione raccontata direttamente dai "protagonisti" tramite i loro racconti di migrazione. Testimonianze di immigranti nel nostro paese ed immigranti italiani all'estero. Una raccolta di voci e volti che vogliono narrare attraverso frammenti di storie un'unica storia di vita che è quella di tutti noi.
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Situazione incandescente a Lampedusa, con violenti scontri tra i tunisini ancora in attesa di essere trasferiti dall'isola, le forze dell'ordine e gli abitanti. Dopo l'incendio di ieri che ha reso inagibile il centro di accoglienza, la tensione è salita oggi quando un gruppo di extracomunitari ha minacciato di far esplodere alcune bombole di gas vicino alla pompa di benzina del porto vecchio, scatenando la reazione degli isolani. Una protesta, quella di alcune centinaia di tunisini, che è degenerata in sassaiola: i poliziotti in assetto anti sommossa hanno caricato. Alcuni agenti sono stati medicati al poliambulatorio per lievi ferite.Scontri anche al Centro d'accoglienza dove, malgrado i danni dell'incendio, si trovano ancora un centinaio di immigrati: il responsabile sanitario, Pietro Bartolo, ha chiesto l'invio di altre ambulanze. Disordini si sono registrati in diverse parti dell'isola, con un clima di "caccia all'uomo" che coinvolge abitanti e migranti

E' altissima la tensione tra i migranti di Nardò in rivolta contro i caporali che controllano la raccolta di pomodori e angurie. Minacciato di morte il leader dello sciopero, che però non si ferma: "chiediamo solo contratti puliti". Sono fioccate le denunce, ma un interrogativo rimane: che fine ha fatto lo Stato? Servizio a cura di Danilo Lupo (riprese di Andrea Giannattasio) andato in onda nel tg di TeleRama del 2 agosto 2011
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Ho cercato di riportare sullo schermo le storie di Loubna (Marocco), Claudio (Argentina), Ruken (Kurdistan), Mohamed (Tunisia) a partire dalla convinzione che il racconto di esperienze simili è un valore in sé, soprattutto perché riguarda fatti ed emozioni a noi estranee e al contempo universalmente comprensibili. Così come da bambini le favole ci spiegavano in modo semplice ma efficace cosa fosse il mondo circostante, una qualunque storia di e/immigrazione oggi, da adulti, ci racconta, in modo più complesso, come è fatto il resto del mondo. Il dono che ogni immigrato ci fa è prima di tutto la sua storia. Forse è per questo che la radice del termine migrazione [MEIG] contiene il concetto di scambio di doni». (Federico Greco) con CLAUDIO FABIAN, RUKEN KASIRGA, LOUBNA CHERKAOUI SELLAMI, MOHAMED SASSI, MARIANNA BAESU e la partecipazione straordinaria di SAVERIO TUTINO voce narrante ANTONIO BILO CANELLA scritto e diretto da FEDERICO GRECO una produzione FONDAZIONE ARCHIVIO DIARISTICO NAZIONALE DI PIEVE SANTO STEFANO, METAMULTIMEDIA, NO MAD, PROTEZIONE CIVILE SANSEPOLCRO con il contributo di CESVOT, UNCEM TOSCANA, REGIONE TOSCANA produzione esecutiva FILIPPO MASSI fotografia e montaggio FEDERICO GRECO musica originale ANGELO VITALIANO riprese FEDERICO GRECO, GIOVANNI PIERANGELI, GIULIANO BRAGA suono SIMONE TIZZI consulenza LORETTA VERI, NATALIA CANGI mezzi tecnici METAMULTIMEDIA, CINETEATRO ROMA traduzioni e adattamento sottotitoli SABRINA FRATERNALI, SIMONE TIZZI fotografo di <b>...</b>
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24 settembre 2011: iniziate le deportazioni dal porto di Palermo. I migranti trattenuti nella nave Moby vengono caricati su autobus e spediti verso varie destinazioni. Quali? Verso la Tunisia? In centri di identificazione ed espulsione? In altri centri? Il governo tace.
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320chili@gmail.com - 320chili.wordpress.com Produzione 2011 - Collettivo 320chili Co-produzione Fondazione Musica per Roma, Associazione Sosta Palmizi, La Corte Ospitale di Rubiera. Con il sostegno di ERT Fondazione, Teatro Asioli di Correggio, Associazione Il Teatro Possibile, Teatro Comunale di Castiglion Fiorentino.
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Ieri come oggi le migrazioni vanno lette incrociando i punti di vista delle società di arrivo e di partenza. Ha partecipato, assieme a Maurice Aymard, Diego Moreno.

E' una vera rivolta contro i caporali quella dei migranti di Nardò impiegati nella raccolta dell'anguria e del pomodoro nei campi. Scatta lo sciopero, esplode la rabbia, la tensione va alle stelle ei lavoratori denunciano un sistema definito "mafioso". Servizio a cura di Danilo Lupo (riprese di Andrea Giannattasio) andato in onda nel tg di TeleRama l'1 agosto 2011
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Il racconto drammatico e intenso del tenente della Guardia di Finanza Marco Persi e del comandante Davide Miserendino, del salvataggio di un barcone alla deriva che stava per spaccarsi sugli scogli di Cala Francese a Lampedusa. Da notare le parole del tenente Marco Persi "non chiamateci eroi, eroe è una parola che si accosta spesso in modo epico a chi compie il proprio dovere o semplicemente a chi aiuta il prossimo, noi questo sentiamo di aver fatto, aiutato il prossimo, aiutato i nostri fratelli più sfortunati".
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17/03/2011 Annozero - Sandro Ruotolo a Lampedusa racconta le condizioni di vita dei profughi. GUARDA TUTTI I VIDEO DI ANNOZERO su: www.rai.tv
video rai due annozero 2011 anno zero michele santoro editoriale marco travaglio vignette vauro beppe grillo nuova ultima puntata del 17/03/11 di ieri puntate programma trasmissione tv crisi libica libia emergenza migranti lampedusa sandro ruotolo ospiti ospite Massimo D'Alema Roberto Formigoni Antonio Ingroia Ben Ali il giorno prima

7 Gold News Magazine, "In attesa di asilo" -- Centro di Accoglienza CRI ai migranti di S. Felice, Bologna
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Lampedusa - Le telecamere di liberaespressione I Lampedusani lasciati soli con cinquemila immigrati cercano di dare aiuto ai migranti nonostante la situazione sia allarmante. Tutti gli immigrati girano per il paese e sono sparsi per tutta l'isola, vivono in condizioni disastrose. Lampedusa 23 marzo 2011
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Musica e canti sul Tevere per ricordare, nella Giornata mondiale del Migrante, quanti hanno perso e perdono la vita nei tanti viaggi della speranza dal sud al nord, dalle coste dell'Africa a quelle dell'Europa. L'idea di questa singolare rappresentazione civile, spettacolo e manifestazione insieme, dall'Isola Tiberina a Ponte sant'Angelo, è di suonatori e coristi della RMP (Resistenza Musicale Permanente). Musicisti come migranti in viaggio, tra la città e il fiume, suonando e cantando il "Và pensiero" di Verdi, ma anche brani suggestivi tratti dal Dies Irae di Mozart, dal Magnificat di Vivaldi, da una corale di Bach e dalla Butterfly di Puccini. Seguiti a piedi da altri cittadini sugli argini e accolti allo sbarco da un altro gruppo di musicisti con canti popolari tradizionali del nostro paese, hanno arricchito di fascino il tramonto romano per molti romani e turisti fino al commovente finale notturno delle barchette di carta illuminate da candeline e affidate alla corrente del fiume.
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Una "piccola grande donna"... una grandissima leziione di civiltà ed alcune considerazioni sulla "tolleranza". Estratto dalla trasmissione televisiva "Fratelli e Sorelle d'Italia" andata in onda su LA7 l' 8 luglio 2011. Grazie Edda! E un grande apprezzamento anche a LA7 per la qualità della trasmissione.
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milano.blogosfere.it L'associazione Onlus Lettera 27 organizza un progetto per raccontare le storie dei migranti arrivati a Milano Intervista di Arianna Ascione
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Intervista a Gabriella Salvioni (direttrice Centro Mineo - CRI)
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Dopo la proposta di Margherita Boniver, ecco la nuova proposta per risolvere la questione dell'accoglienza dei Migranti - In un Paese di Poeti, sarà facile proporre alle famiglie italiane e alle parrocchie italiane di accogliere i Migranti in maniera temporanea, per il tempo necessario allo svolgimento degli accertamenti (www.massoniserafino.it)
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Mentre si ripulivano molo e strade per l'arrivo del Premier Berlusconi, oggi sull'isola, ieri sera è avvenuto lo sbarco del primo video che Nelly Gennuso ci invia da Lampedusa: 534 migranti, somali, eritrei e sudanesi, tra loro donne e bambini piccolissimi Leggi l'articolo:www.step1.it
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Promo di Ethnicus - Festival delle culture migranti Regia di Silvia Giulietti Direttore artistico Rocco De Rosa e Tore Usai
Silvia Giulietti Rocco De Rosa Tore Usai Giuseppe Boy Acustimantico Andhira Giuseppe Balsamo Moni Ovadia Eva Immediato Baba Sissoko Marian Serban Pasquale Laino Antonio Franciosa Pino Pecorelli Marcia Theophilo Clara Marchana Miriam Meghnagy Vanessa Bissiri Angelica Turno Fiore Benigni documentary

LA SPREMUTA un monologo di e con Beppe Casales patrocinato da LIBERA e Rete Radici/Rosarno Il 7 gennaio 2010 i migranti che lavorano a Rosarno si ribellano. Gli africani dopo anni di violenze e sfruttamento reagiscono, fanno ciò che gli italiani non fanno da anni: alzano la testa. In due giorni si consuma tutto: scontri con la polizia, la caccia al nero, e infine lo sgombero. I media nazionali sottolineano che la mafia non c'entra. Ma dire che la mafia non c'entra in Calabria è una bugia. La mafia c'entra eccome, non solo in Calabria. Nei fatti di Rosarno si concentrano tre nodi fondamentali che stringono al collo l'Italia, e che prima o poi bisognerà avere il coraggio di sciogliere: il rapporto coi migranti, la mafia e il concetto di lavoro. L'Italia è spremuta da mani violente, da molte mani. Il coraggio di chi non vuole più girare la testa, di chi pensa che vivere esiga più dignità deve essere imitato, non temuto. info e richieste: beppe.casales@gmail.com
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Questo è un video di denuncia antirazzista danielesensi.blogspot.com
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Protesta dei migranti a Lampedusa, in 2500 hanno chiesto cibo e acqua, lasciati per ore sotto il sole in attesa di essere trasferiti sulla terra ferma. Cinque mila abitanti, altrettanti migranti che vivono spesso all'aperto, in condizioni igienico-sanitarie insufficienti. Difficile trovare una sistemazione per tutti. In arrivo un carico straordinario di acqua potabile, mentre la Difesa ha messo a disposizione altri siti. ... it.euronews.net

Continuano le fughe dal campo profughi di Manduria, ma scoppiano fenomeni di insofferenza, manifestazioni e ronde anti migranti dei residenti. Vendola: "anche le regioni leghiste facciano la loro parte". Dal tg di TeleRama del 28 marzo 2011 a cura di Danilo Lupo e Matteo Brandi
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Trapani, 31 marzo 2010. «Ho la sensazione che Berlusconi la casa a Lampedusa non l'abbia comprata veramente». Queste le parole del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. «Perchè», rivela il governatore, «quando siamo tornati a Roma in aereo e siamo passati sopra l'ormai famosa villa due palme, il premier si è meravigliato che fosse a 50 metri dall'aeroporto esclamando "ma, non lo so". Potrebbe essere che temendo di sentire il rumore dei velivoli abbia cambiato idea». Lombardo ha poi ironizzato: «Anche io vorrei comprare una casa a Lampedusa, ma confrontando il mio patrimonio con quello del presidente del consiglio a me potrebbe toccare una delle tende che hanno ospitato gli immigrati in quella che è stata definita la collina della vergogna». Qualcuno ha scritto che erano migliaia e migliaia. Ma quando mai. Erano non più di 300 i cittadini della periferia di Trapani che ieri hanno protestato davanti l'aeroporto militare di Kinisia, dove da un momento all'altro sono attesi i primi arrivi dei migranti portati via da Lampedusa. Il presidio si è fermato davanti alla Cantina Rilievo, che sta proprio davanti l'aeroporto. Lì c'è stata la classica parata di politici di ogni schieramento che hanno sparate un po' di tutti i colori. Il più originale - e contestato - il vicepresidente della provincia di Trapani, Enzino Culicchia: "Io so coso significa vivere in tenda - ha detto, con un paragone assolutamente fuori luogo - perchè nel Belice sono venuti a piantare le <b>...</b>
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Lettura pubblica alla galleria NEA, Napoli, 10 dicembre 2011. È arrivato il tempo di attirare lo sguardo sulla situazione dei rifugiati qui a Napoli. Ci sembra importante, innanzitutto, ricordarvi che siamo partiti dai nostri paesi di origine spinti da molte cause: dalle guerre; dai confilitti politici, etnici, religiosi; dalla siccità che continua a devastare le nostre terre. Quando siamo arrivati in Libia molti erano, ovviamente, in quanto fuggitivi, senza documenti; nessuno in quel tempo ce li ha mai chiesti; la nostra integrazione si è compiuta, tutto sommato, senza difficoltà. Costituivamo più della metà della popolazione libica, ciascuno di noi viveva una vita tranquilla, senza costrizioni, nessuno di noi aveva intenzione di venire qui in Italia altrimenti saremmo partiti con la prima ondata di immigrazione clandestina. Quando è arrivata la guerra voluta e organizzata dagli occidentali, si è instaurato un clima di insicurezza generale tra i libici e gli stranieri che ha creato molte perdite umane e moltissimi sono fuggiti verso altri paesi africani. Noi siamo stati obbligati ad affrontare il mediterraneo e lungo il percorso molti nostri compagni hanno perso la vita. Noi che siamo venuti qui in Italia costituiamo tuttavia solo un piccolo numero (30%) di tutti coloro che sono scappati; noi, infatti, siamo qui solo perché abbiamo paura di tornare nei nostri paesi di origine. Abbiamo lasciato tutto dietro di noi: le nostre case, le nostre auto, i nostri beni materiali <b>...</b>

Prima puntata del programma di approfondimento/programma inchiesta di Riccardo Iacona, sui migranti...di ieri e di oggi. 1) it.youtube.com Extracomunitari a Pianura 2) it.youtube.com Extracomunitari a Pianura II 3) it.youtube.com Extracomunitari a Pianura III 4) it.youtube.com Extracomunitari a Pianura IIII e Incipit Svetlana 5)it.youtube.com Ucraini e Svetlana ----- audio malfunzionante!! 6)it.youtube.com Svetlana e Lavoro. 7)it.youtube.com Extracomunitari a Milano 8)it.youtube.com Extracomunitari a Milano II ea Treviso 9) it.youtube.com Extracomunitari a Treviso e nostri immigrati. 10) it.youtube.com La casa di Catia Porri ei paesi civili ora sull'argomento.
Riccardo iacona presa diretta immigrati rai3 inchiesta extracomunitari lega nord approfondimento migranti napoli pianura svizzera chiasso zurigo

Comizio del 19 gennaio 2011 di Peppino Lavorato, ex sindaco di Rosarno e ex deputato per il PCI. In questa parte parla dei migranti.