
L'ex terrorista nero latitante in Giappone fa affari in Italia. Grazie a una rete di società e di negozi tra Milano, Roma e il Veneto. Con molte ombre e giri di denaro sospetti Il negozio di griffe modaiole si chiama Oxus ed è in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, accanto al Biffi. Pochi scaffali eleganti coperti di borsette costose, un paio di commesse carine. Nessuno, passando di lì, immagina che dietro quella vetrina si possa stagliare l'ombra di uno dei latitanti più famosi d'Italia: Delfo Zorzi, già esponente di Ordine Nuovo, condannato per diversi attentati neofascisti in Veneto, imputato per la strage di piazza della Loggia a Brescia (1974, otto morti e quasi cento feriti), assolto - con sentenza definitiva, ma tra mille dubbi e dopo una condanna in primo grado all'ergastolo - per l'eccidio di piazza Fontana a Milano (12 dicembre 1969, 17 morti e 84 feriti). Da anni Zorzi vive in Giappone con il nuovo nome di Hagen Roi. Su di lui pende una richiesta di arresto confermata di recente dalla Cassazione, ma non può essere estradato in Italia perché ormai ha il passaporto giapponese, acquisito tramite matrimonio. Di lui si sapeva che, dai suoi uffici di Tokyo, controlla una serie di società legate all'import-export, ai duty free e alla moda. Si sapeva anche che è miliardario e vive nel lussuoso quartiere di Ayoama, protetto dal governo giapponese. Ma ora 'L'espresso' ha scoperto che gli affari di Zorzi riguardano molto da vicino anche il suo paese d'origine, l'Italia <b>...</b>
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