
Se foste passati ventotto anni prima mi avreste trovato più sobrio e più bello nei panni di un giovane degno di stima impiegato d'ufficio di quinto livello... Col giusto entusiasmo e la sicurezza di una giacca nuova e una ventiquattrore e riposta nel tempo assoluta certezza di una scrivania da direttore Evitavo con pena quei visi scontenti sicuro di me, e della mia condizione con la fretta al polso correvo in via XX ignaro di avere la stessa espressione Allora pensavo non fosse poi male scontrare la gente, o snobbarla per gioco vedendo negli altri soltanto un rivale che di te ha solo il passo e lo scopo Così anche se il freddo di essere soli gelava le mani ad ogni saluto Sembrava alla fine il minore dei mali, e durava lo spazio di un solo starnuto E pensai d'aver preso le misure alla vita ma fui bravo solo a sbagliar proporzioni la superbia inciampò nella sfida infinita di aver piccole gambe, e grandi intenzioni E la vita, a suo modo, mi tolse ogni cosa come un'onda consuma una diga di sabbia... il lavoro, gli affetti, ed infine la casa ..in soldoni..uscì fuori di gabbia!!! Ora che elenco i giorni con albe splendenti e tra me e la terra c'è solo un cartone la gente passando di corsa in via XX con un po di disprezzo mi chiama barbone Ma il vostro disprezzo è come il mio vino: mi brucia lo stomaco, ma in fondo mi giova perché quella fretta nel vostro cammino si chiama carriera...e so cosa si prova!!!
carriera
denaro
superbia
barbone
homeless
clochard